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Domenica 24 febbraio ore 21.00 

All'interno di Con il cuore in mano festival di poesia contemporanea ideato da Demetra e Bct, sarà presentato lo spettacolo (a+ b)3 del gruppo romano Muta Imago.

ci sono un ragazzo e una ragazza, due figurine felici che sipreparano per uscire e si muovono rapidi, fino a fermarsi difronte ad uno specchio, che ne incide i nomi sulle ombre sottili. Poi arriva la guerra.

progetto e regia Claudia Sorace
con Riccardo Fazi e Claudia Sorace

Lunedi 25 febbraio ore 21.30

DI-STANZE dall'opera di Marina I. Čvetaeva
con Sara Marchesi
regia Antonio Lanera

Di-stanze è un progetto teatrale nato dal desiderio d’incontrare sulla scena i versi,le lettere, i racconti di Marina Čvetaeva.


Domenica 24 febbraio ore 21.00 

All'interno di Con il cuore in mano festival di poesia contemporanea ideato da Demetra e Bct, sarà presentato lo spettacolo (a+ b)3 del gruppo romano Muta Imago.

ci sono un ragazzo e una ragazza, due figurine felici che sipreparano per uscire e si muovono rapidi, fino a fermarsi difronte ad uno specchio, che ne incide i nomi sulle ombre sottili. Poi arriva la guerra.

progetto e regia Claudia Sorace
con Riccardo Fazi e Claudia Sorace

Lunedi 25 febbraio ore 21.30

DI-STANZE dall'opera di Marina I. Čvetaeva
con Sara Marchesi
regia Antonio Lanera

Di-stanze è un progetto teatrale nato dal desiderio d’incontrare sulla scena i versi,le lettere, i racconti di Marina Čvetaeva.
Quando la natura  testuale di partenza è una scrittura poetica, che si alimenta soprattutto dall’incontro con il lettore, è difficile allontanarsi da quella intimità che si instaura tra la pagina e il singolo.
Contemporanea di Majakovskij, Pasternak, Rilke, Marina Čvetaeva ha costruito degli autentici e vivi e tremanti versi intrisi di Storia e poesia dei veri e propri roghi di versi. 

Di-stanze è un solo in cui il corpo dell’attore lavora tra due fuochi : l’evocazione del poeta apparentemente decifrabile dalla scelta di testi quali le lettere e i diari; la  semplice presenza fisica, solitaria, che diventa segno mutevole nello spazio attraverso le variabili del testo e del lavoro fisico generato.

Di-stanze è un lavoro che oscilla tra la Storia, una storia e la sua assenza.

Nello spettacolo il corpo e la parola indagano una costrizione,una condizione di confino,una solitudine, una guerra.

Nell’oscurità apparente di questi temi, in un esasperato contrasto scenico tra buio e luce, la singolarità della scrittura a tratti grottesca e ironica indica comunque una tensione da compiere verso tutta la luminosità possibile.

Lo spazio scenico: chiuso. Due sedie, tre lampade che mantengono il corpo sulla soglia della luce; uno spazio concreto e allo stesso tempo una  dimensione sospesa, immaginata,  stretta, aperta, emblema di una condizione culturale, poetica.

Lo spazio sonoro : tagliato  dai bisbigli, le preghiere, i versi d’amore, il riso, il pianto, i passi, le marce, i silenzi, pause di una  solitudine confermata da una scena semplice, un corpo solo.

Lo spettacolo non vuole essere una biografia di Marina Čvetaeva, è piuttosto  un luogo fisico in cui abbiamo accolto l’opera della poetessa , un elemento soggettivo che parla dell’universale, una strada percorsa, un tentativo in cui mettere un corpo nei versi.

Di-stanze  inizia dal  buio. E’ un’oscillazione di esposizioni dal buio verso la luce.

 

 
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