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naturale/artificiale. collettiva di giovani artisti PDF Stampa E-mail

jacopoCentro di Palmetta (ex Comunità Incontro). Dal 26 Maggio al 3 Giugno
ore 16.00/00.00

  Rendere visibili le differenti forme artistiche al di fuori dei tradizionali circuiti, per ampliare il numero dei possibili fruitori, oltre agli abituali frequentatori di musei, gallerie o teatri, è un fenomeno sempre più diffuso quanto auspicabile. Ciò diviene ancora più significativo se permette persino di ristabilire un contatto più diretto con l’ambiente naturale. Nell’ambito di “Nutrimenti. Emergenze contemporanee”, sono stati invitati sei giovani artisti ai quali è stato chiesto di ideare delle opere e di contestualizzarle nel parco di una ex comunità di recupero per tossicodipendenti, ora in disuso. Un luogo, immerso nel verde, poco distante dal centro di Terni, che potrebbe trasformarsi in una fucina creativa aperta a talenti emergenti, che qui potrebbero avere la possibilità di vivere a contatto con la natura, trasformando idee e progetti in concrete offerte culturali. La rassegna “Naturale/artificiale” è una proposta, un germoglio che potrebbe regalare frutti prelibati.

 

diletta2tamaraDiletta Boni propone una serie di dipinti nei quali indaga alcuni aspetti della natura umana. Opere di forte impatto visivo e contenutistico, condotte con una graffiante pennellata e un sentimento fisico della materia pittorica. Michele Ciribifera sembra voler tradurre nell’impianto minimal-geometrico delle strutture e nel rigore matematico proporzionale delle sue sculture le leggi perenni che regolano i moti universali. I suoi lavori tendono a modificare la percezione dello spazio, inteso come realtà visiva e sensoriale di cui l’opera d’arte è l’elemento catalizzatore. Tamara Inzaina e Xilef Welner hanno lavorato con elementi prelevati direttamente dall’ambiente naturale. Tamara propone un percorso tracciato con lastre di sughero portate appositamente dalla Sardegna, la sua terra d’origine. Gli spettatori devono interagire con l’opera, percorrere il sentiero a piedi scalzi per sentire il calore e la consistenza carezzevole del materiale: un dono della natura festeggiato dalla Inzaina con un’esuberante esplosione di colori. Xilef, invece, adotta la pratica dell’assemblaggio: combina oggetti e “rifiuti” della società consumistica p1060624kijcon elementi naturali per creare composizioni di gusto arcaico, che si manifestano come ancestrali simboli di culture p1060651p1060609psconosciute. Nelle sculture di Jacopo Mandich il principio naturale si fonde con quello tellurico. Da forme e materiali naturali, come il legno, emergono ingranaggi e meccanismi propri di un’era post-industriale. A volte i suoi lavori appaiono come strumenti per misurazioni scientifiche che sondano lo spazio e la profondità della nostra coscienza, in altri casi hanno l’aspetto minaccioso di ibridi esseri sottoposti ad una metamorfosi post-atomica. Laura Patacchia, novella Aracne neo-concettuale ha intessuto aeree geometrie che oggettualizzano l’idea spaziale di un piccolo ambiente. Lo spazio non è un’entità astratta nelle opere di Laura, poiché si organizza visivamente in filiformi indicazioni direzionali, intricate come le reti sinaptiche. La sua scultura-installazione si propaga formalmente e cromaticamente per avviluppare l’attenzione degli spettatori.

Francesco Santaniello

 

 
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