Home arrow letture arrow La panne....
La panne. Una storia ancora possibile

La panne. Una storia ancora possibile
di F.Durrenmatt, da un'idea di Elisabetta Grigioni e Francesca Lucandri

“Esistono ancora storie possibili? Storie degne di uno scrittore?
Il semplice divertimento l’offre già la  vita di ogni giorno, alla sera c’è il cinema, nella terza pagina dei giornali trovi la poesia; per di più si pretendono grandi sentimenti, confessioni, assoluta veridicità: bisogna fornire valori più alti, moralità, sentenze di facile applicazione, occorre superare o affermare qualcosa…
E accanto a tutto questo la vita di un uomo qualsiasi, occidentale nel mio caso, meglio, svizzero, brutto tempo e crisi economica, preoccupazioni e fastidi, scompigli per pasticci privati…
Il destino ha abbandonato la scena su cui si recita ed è andato ad appostarsi dietro alle quinte, lontano dalla drammaturgia di moda, e le malattie, le crisi, portate in primo piano si riducono tutte a banali incidenti.

Dentro questo mondo di banali incidenti, di panne, ci porta la nostra strada, al cui margine polveroso emergono ancora delle storie possibili, nel senso che il volto di un uomo qualunque può far intravvedere il volto di tutta l’umanità.”

Dopo una panne, Alfredo Traps si trova a passare la notte in casa di un ospitale sconosciuto e dei suoi vecchissimi amici, trascorrendo una serata piacevole, rallegrata da ottime pietanze e vini di qualità e partecipando al “gioco del tribunale”. Sono proprio i vecchi a chiamarlo così;  essi, infatti, da giovani avevano svolto professioni come il giudice, il pubblico ministero e l’avvocato difensore ed ora, ormai pensionati, si divertono a riesumare famosi processi storici o a cercare imputati viventi o reati nuovi, solo per portare l’emozione della logica e dell’inganno svelato nelle loro serate di provincia. Durante la cena abbondante e tra bicchieri di vino inebrianti, in un’atmosfera che spesso tende al noir e prelude un tragico epilogo, essi accusano Alfredo di aver ucciso il proprio principale, svolgono un verosimile processo, ne redigono addirittura gli atti… e tutto ciò per puro divertimento: stanno trascorrendo una delle serate più belle della loro vita. Anche per Alfredo è così, quella serata fra uomini rappresenta la sua rinascita, il suo innalzamento morale: egli ora comprende appieno la sua vita e tenta una redenzione…o forse è solo la resa…

Le due voci narranti assumono in questa lettura, ruoli diversi e complementari; sono a servizio della trama ora come semplici spettatori, ora come personaggi del racconto di Durrenmatt, ribaltando continuamente la dicotomia vittima-carnefice e trascinando il pubblico alla scoperta di reati sopiti, ma progettati “con tanta raffinatezza che, si capisce, sono brillantemente sfuggiti alla giustizia statale”.  Tutta la performance è accompagnata e cadenzata dalla musica di una chitarra che si muove attraverso le  varie sequenze narrative ora sottolineando gli eventi ora fungendo da vera e propria guida allo spettatore, fino a trasformarsi in un personaggio animato e presente sulla scena.

Una lettura dai ritmi serrati e coinvolgenti per una storia quotidiana, comune ma ancora possibile.

voci:    Francesca Michelini, Roberta Rossi
chitarra: Fabrizio Porrazzini